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GIUSTIZIA: PEDICA (IDV), TROPPI MINORI AFFIDATI A SERVIZI SOCIALI


(Il senatore IDV, Stefano Pedica)

(ansa) - ROMA, 17 APR - I giudici italiani dei tribunali per i minori hanno la 'propensione' ad allontanare i bambini dalle loro famiglie 'con troppa disinvoltura': siamo di fronte all'affidamento-facile ai servizi sociali. E' questa la denuncia contenuta in un'interrogazione presentata al Senato da Stefano Pedica (Idv).

'Da diverse Regioni d'Italia continuano ad essere denunciati - afferma Pedica - vizi di forma e procedurali nelle decisioni dei tribunali di allontanamento di bambini dalla propria famiglia'. Il senatore dipietrista informa di aver ricevuto molte segnalazioni da parte di genitori che 'denunciano come psicologi, psichiatri e assistenti sociali abbiano di fatto questo potere perche' il giudice puo' decidere l'allontanamento anche solo sulla base di una relazione'. Il parlamentare dice che ci sono centinaia di questi casi nel nostro Paese, al punto che le 'vittime' hanno creato un sito web ('crescoacasa.com') per denunciare numerose situazioni di ingiustizia.
Secondo Pedica, l'affidamento ad un minore ai servizi sociali e la sua sottrazione alla famiglia sono un atto da 'considerare come extrema ratio, e solo in base a fatti gravi ed accertati'. Per questo si rivolge al ministro della giustizia Alfano per chiedergli che vengano usati criteri piu' rigorosi nell'applicazione di questa sanzione'.

Vicenza, bimba violentata: 18 anni ai due baby sitter marito e moglie

Zoom Foto

Bimba violentata, il verdetto:inflitti 18 anni ai due baby sitter

VERDETTO. Coppia di Dueville ritenuta colpevole degli abusi sessuali. I giudici di Corte d'appello hanno condannato marito e moglie a 9 anni di reclusione ciascuno e ad un forte risarcimento danni
13/10/2010

La minore raccontò le violenze sessuali durante due anni

Vicenza. È la pena più pesante mai emessa per violenza sessuale nei confronti di una donna vicentina: 9 anni di carcere. La sentenza dei giudici d'appello di Venezia ha completamente ribaltato il verdetto assolutorio dei giudici di Vicenza, che l'avevano ritenuta non responsabile degli abusi.
La baby sitter Maria Luigia Peruzzo, 56 anni, di Dueville, dove risiede in via Molinetto, è stata ritenuta colpevole di avere partecipato alle violenze sessuali durate un paio d'anni, assieme al marito Guido Rigon, contro la bambina che era stata loro affidata dai genitori.
I giudici l'hanno condannata anche al pagamento di un forte risarcimento danni. La stessa pena era stata inflitta nel giugno 2008 dal tribunale di Vicenza, che all'epoca però l'aveva assolta, al marito Rigon, 60 anni. Al quale sono stati confermati i 9 anni di carcere.
La corte, dunque, ha accolto in pieno il ricorso del procuratore generale di Venezia che ha parlato di una vicenda ignominiosa, terribile quanto a modalità e conseguenze sulla psiche della minorenne.
È una storia allucinante, ha insistito l'inquirente, venuta fuori quando i genitori, che risiedono nell'Alto Vicentino, avevano iniziato a notare un profondo cambiamento nella bambina. Era diventata silenziosa, scontrosa, abulica. I chiari sintomi, come era emerso dopo una prima visita specialistica in un centro del Nord Italia, di abusi sessuali proseguiti nel tempo.
La madre aveva iniziato ad allarmarsi quando aveva trovato delle strane macchie di sangue su un indumento intimo della figlioletta. La denuncia alla squadra mobile della questura aveva dato il via alle indagini che avevano portato in carcere l'uomo nel corso del 2004.
A coordinare le indagini era stato il pm Giorgio Falcone (ora in servizio alla procura di Padova) che al processo di primo grado conclusosi il 18 giugno 2008 aveva sollecitato 7 anni di carcere per l'uomo e 4 per la donna.
A suo avviso la baby sitter aveva avuto non solo un concorso morale col marito, ma avrebbe partecipato ai giochi a sfondo erotico. «Il suo coinvolgimento è pieno», disse rimarcando la richiesta di condanna. Il tribunale, invece, da un lato aveva ritenuto responsabile l'uomo infiggendogli 9 anni di reclusione, ma dall'altro aveva assolto la donna sostenendo che non era emersa la prova piena della sua partecipazione ai rapporti sessuali avuti dal marito con la vittima. Sulla stessa linea di Falcone si erano mossi gli avvocati Girolamo Coffari e Maria Tardino per conto dei genitori della minore.
«È un verdetto che fa giustizia», ha detto l'avv. Coffari. È stata una lunga battaglia giudiziaria che, come succede in queste drammatiche vicende, si chiuderà in Cassazione, dove i difensori di Rigon e Peruzzo dello studio Rando di Schio sperano di ribaltare il pesante verdetto d'appello.
Secondo i giudicanti la baby sitter avrebbe avuto non solo un ruolo di copertura a sostegno delle malefatte sessuali del marito, ma lei stessa avrebbe avuto un ruolo attivo negli abusi Le pene diventeranno esecutive solo se saranno confermate in Cassazione a Roma. In quel caso i coniugi, che beneficiano di 3 anni di indulto perché i fatti sono del 2001, entreranno in carcere.
Ivano Tolettini
fonte:

Alessandra, 5 anni, tolta ai genitori (video)

Abusi sui minori, Usa:il 12% commesso da donne




(MILLIGAN E SUA MADRE)

INTERVISTA ALLA ABC DI GREGG MILLIGAN
, ORA DIRETTORE DI UN NETWORK CONTRO LE VIOLENZE

«Mia madre e gli abusi: avevo 4 anni»

Negli Usa si calcola che circa il 12% degli abusi nei confronti dei minori sia perpetrato dalle donne

"in America, come in tanti altri paesi, si tratta di un crimine difficile da perseguire, anche perché molto spesso i bambini che denunciano questo tipo di abusi non vengono creduti"

Gregg Milligan, da bambino e a destra la madre (Foto Abc)NEW YORK – Le molestie sessuali iniziarono quando Gregg Milligan aveva 4 anni e andarono avanti per ben 7 anni, finché gli assistenti sociali minorili del Michigan intervennero, strappandolo a sua madre. «Avevo 11 anni - racconta Milligan in una lunga intervista alla ABC - per tutto quel tempo mi ero vergognato di rivelare che il mio aguzzino era la mia mamma». Il dramma del 46enne Milligan, oggi portavoce del Network Nazionale contro gli Abusi Sessuali e l’Incesto in Usa, non è certo isolato.

12% DI ABUSI SU MINORI PERPETRATO DA DONNE - Secondo un’inchiesta condotta di recente su scala nazionale, il 12% degli abusi contro i minori in America è perpetrato da donne. «Un aumento del 100% rispetto agli ultimi rilevamenti» punta il dito Chris Newlin, direttore esecutivo del National Children’s Advocacy Center.
Oltre il 10% di tutte le chiamate che arrivano quotidianamente all’hotline del Network Nazionale contro gli Abusi Sessuali e l’Incesto sono di maschi, molestati sessualmente da madri, zie e sorelle. «Riceviamo circa 100mila chiamate all’anno», spiega il direttore del programma Jennifer Wilson, “Purtroppo il trend è in continua ascesa».

I BAMBINI SPESSO NON VENGONO CREDUTI - Ma in America, come in tanti altri paesi, si tratta di un crimine difficile da perseguire, anche perché molto spesso i bambini che denunciano questo tipo di abusi non vengono creduti. «E’ un pregiudizio che affonda le radici nei processi contro i bambini a Salem, alla fine del 1600», punta il dito Newlin «e parte dall’idea fallace che i minori siano per definizione bugiardi».
Proprio il timore di non essere creduto ha impedito a Milligan di denunciare prima sua madre. Dopo la morte di lei, ormai adulto, è riuscito a raccontare la sua sconvolgente odissea in un’autobiografia intitolata “God must be sleeping” (Dio sta dormendo). Ma la sua è una catarsi a metà: «35 anni dopo la fine dell’incubo sono ancora costretto a prendere dei sonniferi per dormire - racconta - soffro di incubi notturni e continui attacchi di panico, nonostante anni di terapia».
Il 28 novembre scorso, la Giornata Mondiale contro la violenza maschile sulle donne ha evidenziato il dramma, ben più grave e diffuso, degli abusi commessi nel mondo da fidanzati, mariti e padri contro donne e bambine. Anche se ben più ridotto, il problema inverso esiste e va affrontato. «Abbiamo severissime leggi ad hoc e un network straordinario di esperti addestrati a rispondere ai peggiori abusi», punta il dito Newlin, «La vera sfida è convincere la società a non voltarsi dall’altra parte di fronte a un crimine così efferato». Per debellarlo, insomma, dobbiamo prima guardarlo in faccia.


Alessandra Farkas
Corriere della sera 03 dicembre 2009(ultima modifica: 04 dicembre 2009)

SINDROME FALSA MEMORIA: FALSI I BAMBINI O FALSI GLI ESPERTI ?


dal sito www.oreius.altervista.org

28 settembre 2007

Di "falsa memoria" abbiamo già sentito parlare durante l'inchiesta sui presunti abusi nella scuola materna di Rignano Flaminio. Abbiamo familiarizzato con il termine "sindrome della falsa memoria", che ci dicevano essere la sola causa dei "fantasmi" rievocati dai bambini. Ci hanno raccontato che, addirittura, in questi casi "pezzi di falsa memoria" di un bambino vengono assunti da un altro e poi da un altro e un altro ancora, e così via, creando un enorme castello di bugie. Perché di bugie si tratta, o almeno così ci hanno assicurato.

Ma guardiamo un momento oltre confine per cercare di capire un po' meglio la situazione.

La prima cosa che scopriamo è che non siamo il solo Paese ad avere assistito alla nascita di fantomatici centri di documentazione creati con il solo scopo di manipolare l'opinione pubblica, armare le mani degli avvocati e in definitiva aiutare gli imputati di abusi su minori a farla franca.

Gli Stati Uniti sono, infatti, la culla del fantasioso quanto agguerrito movimento della falsa memoria. Lì esistono già da tempo organizzazioni a difesa degli imputati di abusi sessuali; create, manco a dirlo, da persone accusate di abusi sessuali. Falsi abusi, sostengono loro; accuse immaginarie, fantasie, dovute a "un'epidemia di sindrome della falsa memoria", a una "moderna caccia alle streghe". Proprio come nel nostro Paese.

Chi volesse approfondire troverà suhttp://www.feminista.com/archives/v1n9/false-memory.html una interessante dissertazione (in inglese) a firma di Juliette Cutler Page, nella quale l'editore capo del sito feminista.com analizza puntigliosamente "prove" e metodologie della più famosa di tali organizzazioni.

Diamo invece un'occhiata a un altro documento:http://www.section21.m6.net/res-falsemem.php

L'introduzione recita:

"Negli ultimi anni il movimento della "falsa memoria" si è manifestato principalmente come una presenza mediatica che mira a svalutare l'attendibilità delle testimonianze di chi ha subito abusi sessuali. Il suo messaggio di incredulità ha compromesso il processo di guarigione di molte vittime e posto ulteriori bambini a rischio aiutando i perpetratori a sfuggire alle loro responsabilità".

Prestate particolare attenzione al confronto in Tabella 1 tra il Disturbo Post-Traumatico da Stress (riconosciuto e descritto nel DSM-IV) e la fantomatica Sindrome della Falsa Memoria (mai riconosciuta né nel DSM né altrove, eppure onnipresente sulle labbra di avvocati e super-esperti). Scoprirete che i sintomi sono... GLI STESSI.

Cosa succede? Semplice: è naturale che chi ha subito abusi possa presentare disturbi post-traumatici da stress, così i soliti noti hanno pensato bene di assegnare a quei sintomi un nuovo significato e dargli un nuovo nome: sindrome della falsa memoria, per l'appunto.
Grazie a questo giochetto, i sintomi che la psichiatria riconosce come prova di un evento traumatico (l'abuso) sono magicamente diventati anche i segni inequivocabili che abbiamo davanti bambini bugiardi e genitori isterici, vittime e untori della nuova peste - della misteriosa sindrome che induce dei perditempo a raccontare sofferenze mai sperimentate e a sottoporsi volontariamente a un nuovo calvario.

E intanto ci consola sapere che la sindrome della falsa memoria ha dei solidi fondamenti scientifici. Beh, più o meno. Già, perché i criteri diagnostici della sindrome sono stati introdotti nel 1992 da due "esperti": un'insegnante e un matematico con un passato da alcolista, marito e moglie. La figlia Jennifer aveva raccontato davanti a loro di aver subito abusi sessuali incestuosi da parte del padre durante l'infanzia; fu proprio allora che i due ebbero la brillante idea di inventarsi la sindrome della falsa memoria. Ottenuto il silenzio della figlia, la coppia fondò poi un'organizzazione (la più nota e influente tra le tante del suo genere) per far conoscere al mondo la nuova "sindrome", sacro graal degli avvocati di pedofili e maniaci di mezzo mondo.

La loro organizzazione si avvale, tra l'altro, delle conoscenze di un autentico luminare, il dottor Ralph Underwager. Devo dire che ho trovato particolarmente... interessanti le sue teorie:

"I pedofili possono orgogliosamente e coraggiosamente affermare ciò che vogliono. Possono dire che ciò che vogliono ottenere è il modo migliore di amare . . . I pedofili possono sostenere con convinzione che la ricerca dell'intimità e dell'amore è ciò che essi hanno scelto. Con orgoglio possono affermare che questa è la volontà del Cielo."

Queste le parole del dottor Underwager durante un'intervista per una rivista olandese pro-pedofilia.

Vi assicuro che non si tratta di un lunatico isolato dal resto del mondo, anzi: Underwager è membro del Consiglio Nazionale Americano per i Diritti dei Bambini, della prestigiosa American Psychological Association (proprio quella che pubblica il DSM, le linee guida seguite dagli psichiatri per diagnosticare i disturbi mentali), dell'Accademia Luterana per la Scuola, della Società per lo Studio Scientifico del Sesso e di altre organizzazioni.

Lui e sua moglie, la dottoressa Hollida Wakefield, vengono convocati frequentemente come esperti in casi di abusi su minori e sono chiamati a insegnare presso giuristi, psicologi, ecc.

E poi dicono che ad essere in malafede sono i bambini.

RIGNANO, LERICI (IDV): BAMBINI DEVONO AVERE GIUSTIZIA

PEDOFILIA, RIGNANO FLAMINIO: PM CHIEDE 5 RINVII A GIUDIZIO


http://wildgreta.files.wordpress.com/2009/06/rignano-asilo-dallalto.jpg
"Mamma, io ti chiamavo ma tu non c'eri.Perchè?"
NOTE: In aggiunta a questi articoli e alla mia intervista rilasciata ieri, vorrei dire che le cariche istituzionali, come quelle di ministro, sottosegretario, parlamentare, ecc. si intendono in rappresentanza di tutti i cittadini, non solo di alcuni.Infatti l'on.Giovanardi è sottosegretario con delega alla famiglia, e deve occuparsi tutte le famiglie, altrimenti avrebbe avuto la delega "ad alcune famiglie".Anche nel processo a don Gelmini, l'onorevole ha preso le parti dell'ex prete accusato e ha preso le parti degli accusati anche nel caso di pedofilia di Massa Finalese, (o Bassa Modenese).Ogni volta che nomina quel caso giudiziario, però, Giovanardi dimentica di dire che èterminato con 7 condanne in cassazione, e che alcuni tronconi del processo sono ancora in corso.Limitandosi a deprecare la morte in carcere di uno degli accusati, don Giorgio Govoni, e bollando l'intero caso come "falso abuso", non si fa un buon servizio alla verità e si insinua nell'opinione pubblica l'idea che gli errori giudiziari nei casi di pedofilia o abusi sessuali, siano molto frequenti. Ma non si può dare torto alla magistratura quando condanna e ragione quando assolve, mi pare.E, soprattutto, gli attacchi della politica alla magistratura, di solito in Italia scoppiano quando ad essere sotto accusa sono i politici, ma qui di politici accusati non ce ne sono, e allora ci si domanda:"Come mai tanto accanimento? Come mai tanto impegno nel demolire alcune indagini, come mai tanta solidarietà nei confronti dei persone accusate e non una parola per coloro che stanno vivendo un dramma come quello di sentirsi chiedere dal proprio bambino:"Mamma, io ti chiamavo ma tu non c'eri.Perchè?"
"E GIOVANARDI NON PUO' SEMPRE PRENDERE PARTE DI ACCUSATI".
(DIRE - notiziario Minori) Roma, 29 lug. - "I bambini di Rignano
hanno subito abusi e sono stati traumatizzati, tanto che sono in
cura e non si sa per quanto tempo lo saranno ancora. Per alcuni non si e' neanche certi di una totale guarigione. A prescindere da chi sia il
colpevole, quindi, la cosa importante e' che abbiano giustizia e che emerga la verita' su Rignano perche' non accada ad altri". Lo dice Roberta Lerici, responsabile Infanzia dell'Italia dei Valori e responsabile per il Lazio del Movimento per l'infanzia.
La Lerici parla all'agenzia Dire anche della vicenda del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi. "In generale, un sottosegretario non puo' prendere apertamente le parti delle persone accusate ignorando le vittime, certe o presunte, di abusi. Rappresenta una istituzione e deve essere super partes. Un anno fa poi aveva chiesto l'archiviazione dell'indagine... Dovrebbe difendere la magistratura e non attaccarla".
MINORI. RIGNANO, PROCURA TIVOLI CHIEDE RINVIO A GIUDIZIO PER 5
GLI AVVOCATI: "SI VA INCONTRO A UN PROCESSO DOLOROSO".
(DIRE - notiziario Minori) Roma, 29 lug. - Il rinvio a giudizio
di cinque persone: le maestre Patrizia Del Meglio, Silvana
Malagotti e Marisa Pucci, il marito della Del Meglio, l'autore
televisivo Gianfranco Scancarello, e la bidella Cristina Lunerti.
E' quanto ha chiesto la Procura di Tivoli per i fatti di Rignano
Flaminio, i presunti abusi sessuali nei confronti di ventuno
bambini della scuola Olga Rovere. La richiesta e' arrivata dopo
tre anni dall'inizio della vicenda. E "tra settembre e ottobre
dovrebbe esserci l'udienza preliminare", ha detto Carlo Taormina,
avvocato di parte civile.
Il caso, che ha avuto il suo inizio nel luglio del 2006, e'
pero' esploso il 24 aprile del 2007 con la notizia dell'arresto
di sei persone. Terribili le accuse: violenza sessuale reiterata
su bambini, minacce, percosse, sequestro di persona, produzione e
commercio di materiale pedo-pornografico. Pochi giorni dopo, il
10 maggio, il tribunale del riesame si era pronunciato pero'
favorevolmente sulla richiesta di scarcerazione presentata dalle
difese. Quindi il lungo iter, fatto di indagini e nuove denunce e
testimonianze, ma anche dell'incidente probatorio sostenuto da
molti dei bambini coinvolti, ritenuti in grado di testimoniare
perche' "capaci di distinguere la realta' dalla fantasia". Nella
vicenda e' entrata anche la maestra Assunta Pisani, la cui
posizione e' stata pero' successivamente archiviata, insieme a
quella del benzinaio Kelum De Silva.
Di "epilogo scontato" ha parlato adesso Giosue' Bruno Naso,
l'avvocato della maestra Malagotti. "Non siamo stati certo colti
di sorpresa dalla richiesta di rinvio a giudizio. E purtroppo, se
il gup non avra' il coraggio di cambiare strada, si andra' verso
un processo difficile soprattutto per i bambini".(
MINORI. RIGNANO, PROCURA TIVOLI CHIEDE RINVIO A GIUDIZIO...
(DIRE - notiziario Minori) Roma, 29 lug. - Un aspetto
sottolineato anche da Giacomo Augenti, legale di alcune delle
famiglie: "E' una notizia che aspettavamo da molto tempo- le sue
parole- Il pm avra' potuto quindi ponderare attentamente la cosa
in questo lungo periodo". E se si andra' al processo, "sara'
comunque una tortura giudiziaria per le famiglie e i bambini. Ma
noi vogliamo solo fare emergere la verita'".
Sullo sfondo anche lo scambio di promesse querele tra l'Agerif
(l'Associazione genitori Rignano Flaminio) e il sottosegretario
con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, per avere in piu'
occasioni - secondo l'Agerif - cercato di dimostrare l'innocenza
degli imputati e accusare invece i genitori di avere spinto i
figli alla falsa testimonianza. Giovanardi, che ha ribadito di
essere convinto dell'innocenza delle maestre, ha pero' risposto
con l'annuncio di una contro-querela per essere stato definito, a
suo dire, "amico dei pedofili".
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/pedofilia-uno/ascoltati/omni_10303812_22160.jpg


Alla fine se l’aspettavano tutti, imputati e vittime, almeno questo hanno ammesso ieri pomeriggio quando dopo mesi trascorsi quasi in silenzio, all’improvviso si è saputo che la procura di Tivoli ha chiesto il rinvio a giudizio dei cinque indagati per presunti abusi sugli alunni della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. La decisione è arrivata proprio nel giorno di un duro scambio di accuse tra i genitori delle presunte vittime ed il sottosegretario con delega alla famiglia Carlo Giovanardi: i primi hanno annunciato una querela per diffamazione nei confronti dell’esponente del Pdl per avere «mostrato a Palazzo Chigi un video girato dai genitori dei bimbi» accusandolo di «difendere i pedofili», il sottosegretario che ha replicato a sua volta con una contro-querela. La richiesta di rinvio a giudizio si riferisce ai cinque indagati: le tre maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, l’autore tv Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio, e la bidella Cristina Lunerti. Pesanti i reati contestati: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza.



L’inchiesta giudiziaria, partì nell’aprile del 2007 sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini. I fatti si sarebbero svolti a partire dal 2001 per una bambina, e sarebbero proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. Alla fine però di una travagliata inchiesta durata due anni alle prime denunce si sono aggiunti altri testimoni: in totale 22 bambini dai 4 ai 6-7 anni e una di 9 e poi altri dieci che ora hanno 10 anni. I bambini hanno non solo descritto case e luoghi in modo abbastanza inequivocabile e uniforme, ma hanno anche aiutato gli inquirenti a scoprirne di nuovi. Secondo la ricostruzione delle vittime e dell’accusa, gli abusi si sarebbero svolti a casa delle maestre e in altri 4-5 casali nei dintorni di Rignano. I cinque indagati furono arrestati il 24 aprile con un blitz dei carabinieri. La vicenda destò molto scalpore e l’opinione pubblica si divise tra innocentisti e colpevolisti.Il Tribunale del Riesame di Roma dispose poi la loro scarcerazione definendo gli indizi deboli e le accuse dei bambini influenzate dalle «forti pressioni» dei genitori. A questo punto resta l’ultimo atto dell’indagine preliminare con l’esame delle accuse da parte del gip: l’udienza si svolgerà probabilmente in autunno. E poi ci sarà il processo. «Se il gup non avrà il coraggio di cambiare idea sulle decisioni dell’ufficio della procura, sarà un processo lungo, faticoso e devastante soprattutto per i bambini», spiega l’avvocato Giosuè Bruno Naso, legale della maestra Silvana Magalotti. «È una decisione che che non ci coglie di sorpresa dati gli esiti dell’incidente probatorio - osservano gli avvocati Franco Merlino Antonio Cardamone, legali di alcune delle famiglie delle vittime - Ora spetterà al giudice dell’udienza preliminare valutare se l’impostazione accusatoria abbia ottenuto idonei riscontri». Per Roberta Lerici, responsabile per l’Idv del Dipartimento per l’Infanzia: «Sarebbe il caso che politici con ruoli istituzionali come Giovanardi evitassero di schierarsi per l’una o l’altra parte lasciando lavorare gli inquirenti».

FLAVIA AMABILE LA STAMPA 29 LUGLIO 2009

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ARTICOLI CORRELATI: RIGNANO FLAMINIO:I RACCONTI DEI BAMBINI

Bambine, 6-10 anni, italiane: identikit dei minori abusati


PADOVA - Cinque centri in altrettante province, oltre 900 bambini presi in carico dal 2004 a oggi, in maggioranza italiani, di sesso femminile e di età compresa tra i 6 e i 10 anni. Sono questi alcuni dei dati provenienti dall'Osservatorio regionale "Nuove generazioni e famiglia", presentati a Padova nel corso del convegno "Abuso e maltrattamento di minori: gli interventi di cura e le diverse culture".

I bambini in carico dal primo anno di attivita' dei Centri fino a dicembre 2008 raggiungono dunque la quota di 900: la maggioranza e' rappresentata da bambine (circa il 67%) ed e' di nazionalita' italiana (oltre l'82%). Tra gli stranieri prevale la cittadinanza rumena, seguita da quella marocchina e ghanese. Dei maltrattamenti gravi segnalati, la maggior parte riguarda l'abuso e le molestie sessuali (42% dei casi), seguite dal maltrattamento fisico e dalla grave trascuratezza. Nel primo caso la maggioranza dei bambini coinvolti ha un'eta' compresa tra 6 e 10 anni (oltre il 32% del totale degli abusi sessuali). I maltrattamenti gravi invece avvengono per lo piu' in ambiente intrafamiliare (l'84%) e in maniera continuativa.

A intervenire per prime nel tentativo di fermare le violenze sono spesso le scuole (17%), che chiedono aiuto ai servizi sociali. Ma molte richieste di soccorso arrivano anche da un genitore o dai fratelli e sorelle (rispettivamente 12% e 11,2% dei casi). Le Ulss e i Comuni sono invece i servizi che prevalentemente inoltrano la richiesta di intervento direttamente ai Centri.

Un capitolo a parte si apre quando l'intervento e' richiesto dall'autorita' giudiziaria: dal gennaio a dicembre 2008 sono state effettuate circa 13.480 prestazioni con una media di 33 interventi per minore, il 62% dei quali riguardava la presa in carico psicoterapeutica, educativa e sociale.(Dires - Redattore Sociale)

4 giugno 2009

Bambini rapiti: in Sud Africa uno ogni tre minuti


Cronaca Mondo


Bambini rapiti: in Sud Africa uno ogni tre minuti
di Chiara Vasarri*

In Sud Africa viene rapito un bambino ogni tre minuti. Lo sostiene il sindacato dei lavoratori Solidarity. Secondo Mariana Kriel, portavoce dell’associazione, «ogni giorno in Sud Africa vengono rapiti in media 530 bambini e nell’88 per cento dei casi la notizia non viene neanche riportata».

Il rapporto elaborato dal sindacato contiene anche statistiche sugli abusi sessuali e sugli omidici che vedono come vittime dei minori. Secondo il direttore esecutivo di Solidarity Danie Langner, «tra il 2007 e il 2008 i bambini uccisi nel sud del continente sono stati almeno 1410, il 22 per cento in più rispetto allo scorso anno».

La relazione mette in luce anche le numerose difficoltà incontrate dagli operatori sociali impegnati nella zona, costretti ad scontrarsi ogni giorno con le difficili condizioni di lavoro e con la mancanza di fondi.

«Organizzazioni internazionali come Child Care South Africa lavorano ogni anno con almeno due milioni di bambini e le loro famiglie – spiega Langner –. Questo significa che, anche se la norma vorrebbe che ciascuno degli operatori sul campo si occupasse al massimo di una sessantina di persone all’anno, in media ciascuno di loro ne gestisce almeno 200».

*Scuola Superiore di Giornalismo Luiss

Pedofilia:Le statistiche del delirio

http://mayraglouis.files.wordpress.com/2007/11/ombra-volante.jpg

Note di Roberta Lerici: di seguito troverete alcuni link, a completamento di questo articolo.

Statistiche Unicef giugno 2009:Minori: Unicef, 223 mln vittime abusi

Pedofilia:Le statistiche del delirio

dal sito: http://viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it/post/2263503.html

di Vania Lucia Gaito

Un avvenimento degli ultimi giorni ha suscitato un certo scalpore. L'avvenimento in questione ha per protagonista Marco Casonato, docente di Psicologia dinamica all’università di Milano-Bicocca. Casonato è stato l'organizzatore di un convegno tenutosi a Milano dal 20 al 22 maggio dal titolo "Abusi, falsi abusi e scienze forensi". In tale contesto, Casonato commentava un dato diffuso dalla Società di Psicologia Giuridica, che attesta che, delle denunce per violenze ai minori, il 96% riguarda falsi abusi. L'esimio docente parla di psicosi collettiva, mettendola in correlazione con diverse cause, tra le quali "Un certo modello di cultura femminista" sostiene "che vede l’uomo come un essere intrinsecamente pericoloso per le donne e i bambini”. Non contento, bersaglia anche le famiglie, ritenute responsabili della mancata sorveglianza dei propri figli: "Chiaro che se il figlio viene lasciato solo davanti al computer, davanti la televisione o in mezzo alla strada le probabilità che gli succeda qualcosa sono più elevate”.

Tralasciando l'ovvietà di alcune sentenziose affermazioni, è legittimo chiedersi da quali fonti sia stato tratto il dato in esame. Tale dato emerge da un convegno tenutosi a Roma il 18 maggio, su "La Testimonianza del minore in un giusto processo" e fa seguito ad una delibera dell'11 marzo 2009 della Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane, che punta il dito contro la negazione del diritto al giusto processo nei confronti di indagati e imputati coinvolti nei processi per abusi sui minori. Sotto accusa anche gli inquirenti, rei di condurre "indagini improvvisate", e ovviamente i consulenti psicologi, rei di avere dubbia competenza, dubbia professionalità e di utilizzare tecniche di ascolto del minore di natura induttiva e suggestiva.

Un polverone inutile, alla luce del fatto che già le sentenze di Corte di Cassazione avevano posto l'accento sulla necessità di una rigorosa circospezione nell'acquisizione della prova riguardante le dichiarazioni di minori e di bambini, poichè una certa politica televisiva tende a ingenerare in "molti genitori la convinzione dell'esistenza di pericoli anche dove non ci sono". (CASSAZIONE PENALE, Sezione III, Sentenza n. 35224 del 21/09/2007)Tuttavia, la stessa sentenza afferma che i bambini che, anche in tenera età, dichiarano di aver subito abusi sessuali possono essere una valida fonte di prova e le dichiarazioni dei genitori sui fatti loro riferiti dai figli hanno il peso di una testimonianza.

E' importante sottolineare che tra gli oratori del convegno romano c'era anche Luisella De Cataldo Neuburger, psicologa, avvocato e consulente della difesa nel processo sui presunti abusi nella scuola materna di Rignano Flaminio . Per intenderci: il processo in cui "non c'è traccia di niente", secondo la signora in questione, mentre si affastellano le testimonianze di una ventina di bambini che raccontano di giochi "cattivissimi", di penetrazioni anali e vaginali, di fotografie e anche molto di peggio.

Tra i relatori anche Cataldo Intrieri, difensore di Riccardo Bianchini Riccardi nel processo per il crac Cirio (all'epoca Bianchini era amministratore Eurolat), e sempre di Bianchini ma anche di Alfredo Gaetani, presidente della Centrale del latte, nel processo per il crac Parmalat.

Altro relatore, l'avvocato Guglielmo Gulotta, conosciuto anche per aver assistito Antonio Aldo Sodaro, l’ex primario dell’Ospedale San Pietro di Roma accusato di abusi sessuali sulle sue pazienti anoressiche durante le sedute di ipnosi e condannato in appello a 5 anni e mezzo, oltre che per aver assistito un assicuratore di Trieste condannato a sei anni e mezzo, lo scorso novembre, per abusi sulla figlia di quattro anni.

Ospite al convegno, per esprimere il contributo della politica, l'ex legale di Berlusconi, Gaetano Pecorella, imputato per favoreggiamento del neonazista Zorzi, suo cliente, a sua volta imputato per la strage di piazza della Loggia.

Insomma, una sfilza di gente che con le vittime non ha mai avuto nulla a che fare, se non avendole come controparte in tribunale. Non fa specie, quindi, che un fermissimo ed entusiasta sostenitore del convegno e della delibera della Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane sia Vittorio Apolloni, fondatore del Centro documentazione Falsi abusi, l'associazione che ha distribuito nelle scuole di Brescia, Torino e Rignano Flaminio un delirante vademecum con le 10 regole per non beccarsi una denuncia per abuso sessuale.
A sentire Apolloni, sono falsi quasi tutti i casi di abusi sessuali denunciati: i bambini mentono, i genitori sono isterici, le indagini inattendibili, gli psicologi sono incompetenti. E' intervenuto in tutti i casi legati alle scuole materne, da Brescia a Rignano Flaminio, sostenedo sempre l'innocenza degli imputati. A sentir lui, insomma, siamo tutti una massa di psicotici ossessionati dall'idea della pedofilia, mentre invece la pedofilia non esiste. Strano, non si diceva lo stesso della mafia e poi saltarono in aria Falcone e Borsellino?

Ma Vittorio Apolloni ha una buona, anzi, un'ottima ragione per sostenere quanto afferma. La ragione si chiama Valerio. Valerio è suo figlio, condannato in appello a due anni e dieci mesi di carcere e a 100.000 euro di risarcimento alle famiglie di due bambini, un maschio e una femmina, vittime di abusi, avvenuti nella scuola materna «Bovetti» di La Loggia. Per i giudici, responsabili di quegli abusi sono Valerio Apolloni, presidente dell'ente morale che all'epoca gestiva la scuola, e Vanda Ballario, ex direttrice dell'istituto.

"La clamorosa vicenda dell'asilo Bovetti prende il via nel gennaio del 2001 quando i due educatori vengono arrestati. Ad accusare il presidente e la direttrice didattica sono i genitori di un bimbo e di una piccola che frequentano da pochi mesi l' asilo. I due educatori sono accusati di appartarsi spesso con un gruppo di scolari nella stanza della direttrice" racconta Repubblica "Gli inquirenti, sollecitati da una denuncia dei genitori, ricostruiscono anche la personalità dei due arrestati. La loro attenzione è puntata sul passato dell' uomo, che qualche anno prima sarebbe stato allontanato in modo sbrigativo dall' oratorio che frequentava."

Nella sentenza di appello che condanna Apolloni si legge: “[…] nella letteratura di un certo peso dottrinario non è agevole pensare a quei piccoli come a piccole persone capaci di sofisticate bugie e fantasticherie, perché la regola è che un bambino di quell’età è strutturalmente incapace di occultare o riprodurre falsamente i fatti di queste sue prime esperienze […]”. I bambini di quell'età, insomma, non sono in grado di raccontare cose che non hanno mai vissuto. Ed è alla luce di quest'ultima affermazione che si devono leggere le testimonianze dei due bambini abusati.

I genitori della bambina avevano appreso degli abusi subiti dalla piccola in modo raggelante: la bambina “…era poi andata nel lettone tra i genitori ed aveva preso a spalmare la propria saliva sul viso del padre. Al rimprovero di quest’ultimo la bimba aveva detto: “Questa non è la saliva… è la crema… quella che si mette in bocca e si ingoia”. La madre le aveva chiesto chi le avesse insegnato questo gioco e la bimba aveva risposto ”La signora dei gialli (i gialli è il colore della sezione)”. La madre “Da dove la prende questa crema? Bimba: “Dal pistolino di VALERIO, è dolce e non brucia”.

"Come sottolineato anche durante il processo, il linguaggio usato dalla bambina, la gestualità, le emozioni connesse appaiono compatibili con l’aver vissuto personalmente esperienze sessuali di tipo adulto. Il linguaggio utilizzato ha modalità infantili, è imperfetto, a volte confuso, la gestualità spontanea e non controllata. Nelle false rivelazioni invece compare una stereotipia particolare ed il racconto appare come una lezione imparata a memoria, con connotazione emotiva spenta o incongrua.
Un altro passaggio, fa emergere analoghe considerazioni:
"Psicologa: “Facciamo finta che è una macchina fotografica”
BAMBINO si tira giù i pantaloni e le mutandine, si mette in posa con le braccia aperte, quasi una danza poi dice “Anche così”, prende il pene con le mani e lo mostra, fa alcune pose muovendo le braccia. […] La comunicazione gestuale di BAMBINO che si mette in posa, tira giù le mutandine, esibisce il pene, attende il clic della macchina fotografica, appare fortemente sintomatica di un’esperienza realmente vissuta."

Resta inoltre un interrogativo. Perchè, nel corso di questo convegno non è stato mai ricordato che sono migliaia i casi di abuso che non vengono mai neppure denunciati? Perchè non è mai stato posto l'accento sulla gravità di un fenomeno in dilagante espansione e si è tentato invece di propugnare la teoria secondo cui ci sarebbe addirittura una diminuzione dei casi di abuso sessuale?

E' vero che esistono alcune denunce di abusi che si rivelano false, come nel caso riportato anche in Viaggio nel silenzio. Tuttavia è necessario operare un casi denunciati non equivalgono ai casi di abuso. La stragrande maggioranza degli abusi non viene mai denunciata. Com'è possibile dunque anche solo pensare di poter fare una statistica di una qualche validità?

L'abuso non è un reato commesso in pubblico, ma in privato. Non è come una rapina. Non ci sono mai testimoni. Il testimone è il bambino stesso, la vittima stessa, che spesso è troppo piccolo anche per riuscire a verbalizzare adeguatamente quanto ha vissuto. Perchè la capacità di raccontare di un bambino non è la stessa di quella degli adulti. La capacità di dare una sequenza temporale agli avvenimenti, per esempio, è un'abilità che i bambini cominciano ad acquisire solo intorno agli otto o nove anni.
Le testimonianze di questi bambini, dunque, devono essere valutate alla luce delle loro capacità comunicative, non in base ad astratti stereotipi da tribunale. Devono essere gli adulti, ad adeguarsi a loro, a capire.
Questi adulti assai meno credibili dei bambini.

Alle maestre accusate consigliai:"nessun contatto con i genitori"

COMITATO SCIENTIFICO SOCIETA' DI PSICOLOGIA GIURIDICA

RIGUARDO La delibera dell'UCPI, vero "motore" dei due convegni sopra citati, me ne sono già occupata e se ne sono già occupati diversi esperti ed autorevoli istituzioni dandone un giudizio negativo. Qui i commenti (Il testo della delibera è contenuto negli articoli):

Abusi e testimonianza del minore/ Reazioni Delibera UCPI: la "tutela degli adulti" accusati dai bambini

LERICI, ( IDV): LA TUTELA DEGLI ADULTI NEI PROCESSI PER ABUSI SUI MINORI FALSO PROBLEMA

MINORI. ABUSI, CAMERE MINORILI: GARANZIE E ALBO TUTORI-DIFENSORI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI, LE PROPOSTE DELL'UNIONE NAZIONALE.

Minori: Unicef, 223 mln vittime abusi


Leggi poco applicate, internet e video moltiplicano pedofilia

(ANSA) - BERLINO, 2 GIU -Secondo l'Unicef nel mondo circa 150 milioni di ragazze e 73 milioni di ragazzi di eta' inferiore ai 18 anni sono vittime di abusi sessuali. E sono centinaia di migliaia i bambini venduti ogni anno all'estero, spesso per fini sessuali. La sezione tedesca dell'Unicef sostiene che malgrado i progressi nella legislazione per proteggere i bambini, in molti Paesi questa e' troppo spesso male applicata e che lo sviluppo di internet e dei video ha reso possibile un'esplosione della pedofilia.