Roma, Scuola: alla Soglian docenti se ne vanno. Rabbia genitori in una lettera al ministero e critiche alla dirigente
Posted On venerdì 13 maggio 2011 at alle venerdì, maggio 13, 2011 by Roberta Lerici(LZ) SCUOLA. ALLA 'SOGLIAN' DOCENTI SE NE VANNO, RABBIA GENITORI.
IN 106 FIRMANO UNA LETTERA AL MINISTERO, CRITICHE ALLA DIRIGENTE.
(DIRE) Roma, 13 mag. - La sezione "sperimentale", o "a continuita' verticale" come e' stata definita piu' recentemente, della scuola primaria 'G. Soglian', sulla via Cassia, a Roma, perde i suoi insegnanti storici. Dopo quasi vent'anni, infatti, la maggior parte dei docenti che ha portato avanti un progetto educativo unico nel panorama della scuola pubblica laziale, ha chiesto e ottenuto il trasferimento ad altra scuola.
Un gruppo di genitori protesta per il grave disagio a danno degli alunni, e sottolinea come questo significativo esodo si sia verificato conseguentemente all'insediamento del nuovo dirigente scolastico, il quale, di fronte a una situazione cosi' grave, avrebbe mancato di fornire una adeguata e tempestiva informazione agli utenti.
Tra le iniziative promosse, un lettera al ministero firmata da106 genitori e uno sciopero che ha visto un gruppo di genitori manifestare davanti alla scuola giovedi' 12 maggio, mentre i loro bambini venivano accompagnati in gita al parco di Vejo. Adesso,la parola passa al ministero e all'Ufficio scolastico regionale che dovra' verificare quanto accaduto alla scuola primaria Soglian sezione sperimentale, indicando come si intenda garantire la continuita' didattica ai centoventi alunni rimasti senza la maggior parte dei maestri.(SEGUE)
(Rel/ Dire)
(LZ) SCUOLA. ALLA 'SOGLIAN' DOCENTI SE NE VANNO, RABBIA GENITORI -2-
(DIRE) Roma, 13 mag. - Il dirigente scolastico, insediatasi nel 2010, avrebbe spesso ostacolato con mille cavilli la programmazione delle attivita' della sezione sperimentale, imponendo cambiamenti talvolta dannosi o appellandosi a un cieco rispetto delle regole, che prescindeva dall'esperienza pluriennale degli insegnanti e ne sviliva il lavoro. Il gruppo di genitori sottolinea come l'invocato "rispetto delle regole" sia stato spesso disatteso, ad esempio, con il ritardo nella pubblicazione di importanti verbali del consiglio d'istituto e di interclasse, e come ai genitori sia stata taciuta la verita' sul deteriorarsi dei rapporti fra dirigente e docenti della sperimentale.
Singolare, poi, sarebbe anche il protocollo firmato con il Comune di Roma per estendere il progetto a continuita' verticale non solo ad una, ma a piu' classi della scuola materna: nessuno degli insegnanti della sezione sperimentale, ovvero gli unici che conoscono questo metodo didattico, figura tra coloro che dovranno mettere in pratica il progetto.
Decideranno la didattica della futura materna sperimentale "allargata", un gruppo di persone formato da genitori, funzionari del Comune e altre figure indicate dalla dirigente.
I genitori ricordano che, secondo la legge 215 sull'autonomia scolastica, il dirigente scolastico ha il compito di valorizzare le risorse umane a disposizione della scuola.
GIUSTIZIA: PEDICA (IDV), TROPPI MINORI AFFIDATI A SERVIZI SOCIALI
Posted On martedì 19 aprile 2011 at alle martedì, aprile 19, 2011 by Roberta Lerici
(Il senatore IDV, Stefano Pedica)
(ansa) - ROMA, 17 APR - I giudici italiani dei tribunali per i minori hanno la 'propensione' ad allontanare i bambini dalle loro famiglie 'con troppa disinvoltura': siamo di fronte all'affidamento-facile ai servizi sociali. E' questa la denuncia contenuta in un'interrogazione presentata al Senato da Stefano Pedica (Idv).
'Da diverse Regioni d'Italia continuano ad essere denunciati - afferma Pedica - vizi di forma e procedurali nelle decisioni dei tribunali di allontanamento di bambini dalla propria famiglia'. Il senatore dipietrista informa di aver ricevuto molte segnalazioni da parte di genitori che 'denunciano come psicologi, psichiatri e assistenti sociali abbiano di fatto questo potere perche' il giudice puo' decidere l'allontanamento anche solo sulla base di una relazione'. Il parlamentare dice che ci sono centinaia di questi casi nel nostro Paese, al punto che le 'vittime' hanno creato un sito web ('crescoacasa.com') per denunciare numerose situazioni di ingiustizia.
Secondo Pedica, l'affidamento ad un minore ai servizi sociali e la sua sottrazione alla famiglia sono un atto da 'considerare come extrema ratio, e solo in base a fatti gravi ed accertati'. Per questo si rivolge al ministro della giustizia Alfano per chiedergli che vengano usati criteri piu' rigorosi nell'applicazione di questa sanzione'.
AFFIDO CONDIVISO,MAI AL GENITORE VIOLENTO:FIRMA LA PETIZIONE
Posted On sabato 13 marzo 2010 at alle sabato, marzo 13, 2010 by Roberta LericiCLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE A seguito di alcuni eventi pubblici sull'affido condiviso organizzati dal coordinamento donne Italia dei valori Toscana e a seguito dell'attività di costante informazione su episodi legati al maltrattamento e abusi sui minori a cura del Dip.IDV Infanzia e Stalking del Lazio, riteniamo utile ribadire unite e convinte, la necessità di discutere il piu possibile sugli argomenti trattati, con trasparenza e chiarezza, tenendo in massima considerazione il benessere e la salute psicofisica del minore, sopratutto in presenza di conflitti coniugali _inaccettabilmente classificati come semplici “beghe coniugali”_, ma come prodromi a violenze e danni ,di solito inflitti al coniuge piu debole, spesso nel corso di un'intera vita. Poniamo al centro del dibattito e della nostra agenda politica futura quattro punti in particolare: 1-La necessità di apporre modifiche all'attuale legge 54/2006 laddove non prevede ( art. 155 e ssgg)che in caso di procedimento penale in corso per violenza abusi stalking maltrattamenti...il genitore violento (padre o madre che sia) non possa diventare in nessun modo genitore affidatario 2-Che in presenza di indizi gravi precisi e concordanti nella fattispecie di reato di cui sopra il giudice obbligatoriamente ne debba tenere conto e non affidi il minore al genitore su cui pende un procedimento penale per violenza stalking abusi maltrattamenti, sia all'interno del nucleo familiare, che all'esterno. 3-Ci opponiamo al riconoscimento ufficiale come malattia mentale della c.d. PAS sindrome dell'alienazione parentale, istanza tuttavia presente nella proposta di legge della lega Nord n.2209 ( PDL Lussana) firmata anche da alcuni esponenti di IDV nazionale. 4- Proponiamo un Fondo STATALE di garanzia per le vittime di violenza sessuata come già il nostro ordinamento prevede per le vittime della strada e della criminalità organizzata.
