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Bimbi più bravi con la lezione di scacchi

In Germania fin dalle elementari si insegnano le mosse di re e pedoni
Gli insegnanti: "Rendono la mente più sveglia e aiutano la socializzazione"


dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI


Bimbi più bravi con la lezione di scacchi
BERLINO - Meglio imparare a giocare a scacchi che spremersi il cervello su astratte formule della matematica, meglio diventare bravi a dare scacco al re o alla regina che non sapere di due più due o simili. Lo dicono, sempre più numerosi, insegnanti, presidi di scuola e pedagoghi tedeschi. E il gioco degli scacchi, come nuovo trend didattico, si diffonde sempre più nelle scuole elementari. Aiuta i bambini a far di conto, sviluppa la loro logica matematica, ma non solo: è una delle migliori ginnastiche possibili per il cervello, e al tempo stesso è utile ad affrontare altri due problemi tipici dei primi anni di scuola. La lezione di gioco di scacchi aiuta i bimbi più timidi o taciturni ad aprirsi ed entrare nel gruppo, ed è utilissima per favorire l'integrazione degli scolari di origine straniera, numerosissimi visto che oltre otto milioni di residenti nella Repubblica federale sono immigrati o figli di immigrati.

L'austera ma attentissima edizione domenicale della Frankfurter Allgemeine ha dedicato ieri un ampio servizio al tema. Uno degli istituti dove gli scacchi sono diventati materia d'insegnamento è la Grundschule (scuola elementare) della Genslerstrasse di Barmbek, quartiere periferico della ricca Amburgo. Da due anni a titolo esperimentale c'è nel programma un'ora di scacchi alla settimana. Gli insegnanti, come Monika Kuesel-Pelz, ammettono di essersi sentiti troppo scarsi all'inizio. Per cui scacchisti di professione sono stati ingaggiati per insegnare loro il gioco.

L'iniziativa ad Amburgo è partita da Bjoern Lengwenus, preside di una Hauptschule (scuola media generale) e appassionato scacchista. È stato lui a elaborare il programma di apprendimento degli scacchi chiamato "Fritz und fertig".

I risultati sono interessanti e positivi, dice un gruppo di ricercatori dell'università di Treviri, in Renania-Palatinato, che ha studiato l'introduzione sperimentale degli scacchi a scuola in un istituto della città natale di Karl Marx. Risultato del loro lavoro: i bambini che dalla prima elementare hanno cominciato a imparare a giocare a scacchi, arrivati alla quarta si sono rivelati più bravi non solo in matematica, ma anche in grammatica tedesca o lingue.

Ma la novità degli scacchi a scuola solleva anche obiezioni. L'Unione dei matematici tedeschi non vede di buon occhio il progetto. "Perché proprio l'ora di matematica dev'essere sacrificata agli scacchi, se davvero imparare a giocare a scacchi facilita l'apprendimento in più materie?", chiede polemico Guenter Toerner, uno dei suoi dirigenti. Eppure, da Amburgo a Treviri, fino alla tradizionalista e conservatrice Baviera, gli scacchi prendono piede tra i banchi. In Baviera spesso come materia facoltativa o "AG", cioè gruppo di lavoro volontario scelto liberamente da studenti e insegnanti.

E i risultati sono positivi anche nel sud tedesco. Ma anche perché, dice Markus Fuchs, responsabile dei gruppi di lavoro e delle lezioni facoltative di scacchi a Ratisbona, "se gli scacchi divenissero obbligatori rischierebbero di perdere fascino, di essere accolti come una noiosa materia tra le altre".

A Bad Hersfeld, in Assia, nella Wilhelm-Neuhaus-Schule, gli scacchi a scuola come gruppo di lavoro complementare esistono da cinque anni. E dall'inizio dell'anno scolastico in corso sono materia complementare per tutte le prime e seconde classi. Secondo il preside i benefici sono evidenti e molteplici. I ragazzi acquistano una mente più svelta, imparano a mettere a fuoco più velocemente i problemi decisivi di ogni tema. E infine aiutano l'integrazione multiculturale: non dipende quale sia la tua madrelingua se vinci o no.

(La Repubblica 11 maggio 2009)

MOVIMENTO PER L'INFANZIA: Roma, 7 marzo incontro aperto al pubblico, "Dalla parte dei bambini"


bambini

di Roberta Lerici

Il Movimento per l'Infanzia è la più grande associazione italiana che si occupi di tutela dei minori. La sua attività non si limita alla semplice denuncia, e le sue sedi disseminate sul territorio nazionale, sono un punto di riferimento per istituzioni e cittadini che trovano nella competenza dei suoi associati risposte e assitenza concreta. All'incontro del 7 marzo, aperto al pubblico, interverrò anch'io per illustrare quali sono i problemi più urgenti da affrontare per contrastare la piaga della pedofilia. Molti dei soci di questa associazione, sono persone a loro volta vittime che hanno deciso di mettersi a disposizione degli altri.Il presidente del Movimento per l'Infanzia è l'avvocato Andrea Coffari, che negli anni ha rappresentato i bambini in tanti processi.(www.movimentoinfanzia.it)

Comunicato:

Incontro aperto al pubblico con il Movimento per l’Infanzia
Presso l’Istituto Salesiano Sacro Cuore, in via Marsala n. 42 (adiacente alla Stazione Ferroviaria Termini) a Roma, sabato 7 marzo 2009 dalle ore 10.30 alle ore 13.30.

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DALLA PARTE DEI BAMBINI

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• Il Movimento per l’Infanzia denuncia l’indifferenza di una società adultocentrica nei confronti dei disagi, dei bisogni e delle sofferenze dei bambini e degli adolescenti

• Il Movimento per l’Infanzia illustrerà il programma 2009/2010 per i diritti dei bambini intitolato “Dalla parte dei bambini”

• Il Movimento per l'Infanzia presenterà tramite l'associazione DAFNE di Belluno un caso di ordinaria follia a danno di vittime della pedofilia costrette a vivere accanto al loro abusante.

• Sono previsti interventi di aggiornamento sui principali casi nazionali e internazionali di casi di violenza sui bambini in particolare su Marcel Vervloesem

• Sarà presentato durante la mattinata l'audiolibro “Il Vento della Verità” di Paolo Bruno Donzelli e Valentina Rizza. Edizioni Paoline.

• Il Movimento per l’infanzia illustrerà le sue riflessioni critiche anche in merito al Garante Nazionale per l’Infanzia, al fine di evitare che l’istituzione di questo importante organo di controllo si trasformi in un’operazione di autoreferenzialità adultocentrica e nella speranza invece che ci siano la volontà politica, l’impegno e le risorse per un’autentica riforma istituzionale a favore dei bisogni e dei diritti dei bambini.

Il presidente del Movimento per l’Infanzia
(avv. Girolamo Andrea Coffari)